ARTE
JAGO
Jago è uno scultore italiano nato a Frosinone nel 1987. Dopo il liceo artistico, frequenta l’Accademia di Belle Arti, che lascia nel 2010 per dedicarsi alla ricerca autonoma. Le sue opere fondono la tecnica tradizionale del marmo con un linguaggio contemporaneo, affrontando temi universali e attuali. Attraverso video e social network, Jago condivide con il pubblico il processo creativo, rendendo la scultura un’esperienza accessibile e partecipata. A soli 24 anni viene selezionato da Vittorio Sgarbi, su presentazione di Maria Teresa Benedetti, per la 54ª Biennale di Venezia, dove espone il busto in marmo di Papa Benedetto XVI (2009), opera che gli vale la Medaglia Pontificia. Nel 2016 trasforma la stessa scultura in Habemus Hominem, simbolo del passaggio dall’autorità alla fragilità umana. Nello stesso anno tiene la sua prima mostra personale a Roma e inizia un percorso internazionale tra Italia, Cina e Stati Uniti. Nel 2018 è professore ospite alla New York Academy of Art e, dopo una mostra all’Armory Show di Manhattan, si trasferisce a New York. Qui realizza il Figlio Velato, esposto nella Cappella dei Bianchi a Napoli: un omaggio alla tradizione barocca reinterpretata in chiave contemporanea. Nel 2019, con la missione Beyond dell’Agenzia Spaziale Europea, Jago diventa il primo artista a inviare una scultura in marmo nello spazio. L’opera, The First Baby, un feto in marmo, torna sulla Terra nel 2020 con l’astronauta Luca Parmitano. Nello stesso anno realizza Look Down, installata in Piazza del Plebiscito a Napoli e successivamente nel deserto di Fujairah (UAE). Nel 2021 presenta la Pietà nella Basilica di Santa Maria in Montesanto a Roma, seguita nel 2022 dalla grande mostra Jago – The Exhibition a Palazzo Bonaparte. Nel 2023 apre al pubblico lo Jago Museum, sorto nella chiesa di Sant’Aspreno ai Crociferi a Napoli, con oltre cinquemila visitatori all’inaugurazione. A dicembre l’allestimento si arricchisce con Narciso, scultura che indaga il mito e la percezione del sé. Nel 2024 esce nei cinema e al Tribeca Film Festival il documentario Jago Into The White, diretto da Luigi Pingitore, mentre il modello in bronzo del David parte per un tour mondiale a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci. Nel 2025 le Gallerie d’Italia di Napoli ospitano il modello in gesso della stessa opera, e Jago partecipa all’Expo di Osaka con Apparato Circolatorio. Nello stesso anno presenta alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano la mostra Natura Morta. Jago e Caravaggio, due sguardi sulla caducità della vita, confermandosi come uno degli scultori più rappresentativi della scena contemporanea, capace di unire materia, pensiero e comunicazione in un linguaggio universale.

