{"id":72566,"date":"2024-07-23T10:35:01","date_gmt":"2024-07-23T08:35:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/?p=72566"},"modified":"2024-07-23T10:35:01","modified_gmt":"2024-07-23T08:35:01","slug":"paola-zanetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/ricercatori-pids-ii-ed\/paola-zanetta\/","title":{"rendered":"Paola Zanetta"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Paola Zanetta<\/strong><\/span><br \/>\nIl surnatante di <em>lactobacillus johnsonii <\/em>ljo02 e la vitamina d migliorano la guarigione di ferite in cellule umane infettate con <em>staphylococcus aureus<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/logo_-ZANETTA.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Ultimamente si sente spesso parlare del legame tra il microbiota umano, l\u2019insieme di microorganismi che popolano il nostro corpo, e la salute dell\u2019individuo che lo ospita, sia essa sistemica o specifica di un determinato distretto corporeo, come ad esempio l\u2019intestino o la cute. In particolare, si parla sempre di pi\u00f9 di come sia importante che il nostro microbiota sia in eubiosi, ovvero che venga mantenuto un equilibrio sia qualitativo, tra tutte le specie di batteri, virus, funghi e archea che lo compongono, che quantitativo rispetto ad una singola specie. Le alterazioni a livello di composizione del microbiota, infatti, possono portare ad alterate risposte del nostro organismo, come ad esempio la risposta immunitaria e infiammatoria, e favorire l\u2019insorgenza di patologie o infezioni in grado di cronicizzare nel tempo. In questo studio, ci siamo focalizzati su uno dei tanti distretti corporei la cui salute \u00e8 strettamente legata al microbiota, nonch\u00e9 l\u2019organo pi\u00f9 esteso del nostro corpo: la pelle.<br \/>\nCi sono molte evidenze scientifiche, infatti, che mostrano come una disbiosi del microbiota cutaneo sia correlata ad una alterazione della risposta immunitaria e allo sviluppo di patologie cutanee. In particolare, ci siamo concentrati su un batterio, lo Staphylococcus aureus, che pu\u00f2 essere presente sulla nostra pelle in condizioni normali ma che, in caso di disbiosi, pu\u00f2 aumentare significativamente di numero portando all\u2019insorgenza di infezioni endogene.<br \/>\nQuesta situazione pone le basi per lo sviluppo successivo di patologie cutanee come la dermatite atopica, la psoriasi, l\u2019acne e la cronicizzazione di ferite, tutte sostenute anche dalla sottostante cronicizzazione dell\u2019infiammazione.<br \/>\n\u00c8 proprio in circa il 25% delle ferite cutanee infette sono state isolate specie di Stafilococchi in grado di formare biofilm, una vera e propria super-struttura di batteri molto difficile da debellare e resistente ai pi\u00f9 comuni trattamenti, come la meticillina, un antibiotico. Questo mette in luce un altro problema dei nostri giorni: il fenomeno dell\u2019antibiotico resistenza, ovvero l\u2019insorgenza di ceppi patogeni che, man mano che subiscono l\u2019esposizione ad un antibiotico, mettono in atto dei meccanismi per poter sopravvivere e diventare, appunto, resistenti. Per questo motivo \u00e8 molto importante fare ricerca per capire come contenere in modo efficace questo tipo di infezioni, cercando di ripristinare l\u2019eubiosi del nostro microbiota. Un aiuto importante pu\u00f2 arrivare dai probiotici, batteri in grado di tenere sotto controllo la composizione del nostro microbiota, e dai loro metaboliti, o postbiotici, cos\u00ec come da micronutrienti, quali le vitamine, in grado sia di supportare i probiotici e il nostro microbiota che i meccanismi biologici del nostro organismo. Il nostro gruppo, nello specifico, ha valutato la capacit\u00e0 del probiotico Lactobacillus johnsonii LJO02 di contenere l\u2019infezione di un ceppo di S. aureus resistente alla meticillina in un modello di ferita cutanea infetta. Questo \u00e8 stato possibile attraverso l\u2019impiego del suo surnatante, contenente postbiotici, e, in aggiunta, della vitamina D, utilizzati sia come singoli trattamenti che in combinazione. In particolare, dei cheratinociti cutanei umani sono stati infettati dal patogeno S. aureus meticillino-resistente e trattati con il surnatante del probiotico e la vitamina D: dopo 4 ore la vitalit\u00e0 delle cellule e la produzione di interleuchina (IL)-6, utilizzata come marcatore di infiammazione, sono state valutate. Inoltre, gli stessi trattamenti sono stati effettuati su un modello di ferita in vitro, utilizzando il medesimo tipo cellulare infettato da S. aureus e valutando la percentuale di rimarginazione della ferita dopo 24 ore. Le nostre analisi hanno mostrato come il surnatante del probiotico e la vitamina D promuovano singolarmente la vitalit\u00e0 delle cellule infette e riducano significativamente la produzione di IL-6 e, quindi, l\u2019infiammazione indotta dall\u2019infezione. Inoltre anche la percentuale di rimarginazione della ferita infetta a 24 ore \u00e8 significativamente aumentata in presenza dei trattamenti. Singolarmente, gli effetti registrati dall\u2019impiego del surnatante del probiotico e della vitamina D sono comparabili, fatta eccezione per un miglior risultato nell\u2019utilizzo della vitamina D nella riduzione della produzione di IL-6 dovuta all\u2019infezione. In combinazione, il surnatante di L. johnsonii LJO02 e la vitamina D non hanno mostrato un effetto sinergistico tra loro. In particolare, l\u2019aggiunta di vitamina D non ha migliorato l\u2019effetto registrato con l\u2019utilizzo del solo surnatante del probiotico.<br \/>\nNonostante ci\u00f2, una supplementazione di probiotici o vitamina D pu\u00f2 rappresentare una strategia utile per l\u2019attenuazione della patogenesi indotta da S. aureus, promuovendo la rimarginazione delle ferite infette e aprendo le porte a nuove strategie in supporto agli approcci convenzionali, soprattutto per quanto concerne il ripristino dell\u2019eubiosi del microbiota cutaneo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paola Zanetta Il surnatante di lactobacillus johnsonii ljo02 e la vitamina d migliorano la guarigione di ferite in cellule umane infettate con staphylococcus aureus &nbsp; Ultimamente si sente spesso parlare del legame tra il microbiota umano, l\u2019insieme di microorganismi che popolano il nostro corpo, e la salute dell\u2019individuo che lo ospita, sia essa sistemica o&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":72567,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[603],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72566"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=72566"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72566\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72568,"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/72566\/revisions\/72568"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/72567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=72566"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=72566"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rdeditore.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=72566"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}