Antonio polito

 

 

Antonio Polito






Figura di spicco del giornalismo politico italiano, Antonio Polito (Castellammare di Stabia, 1956) muove i primi passi nel mondo della carta stampata a soli diciannove anni presso la sede napoletana de L’Unità. Superato nel 1977 l’esame di giornalismo professionale, nel 1982 è capocronista nella redazione del quotidiano e sarà successivamente impiegato due anni nella sede di Bologna e quindi a Roma. È il 1987 quando approda all’ufficio redattori capi de La Repubblica di Eugenio Scalfari, il quale rivestirà un ruolo di mentore nella crescita professionale del più giovane cronista. Presso la prestigiosa testata sarà nominato vice-direttore nel 1996 e primo responsabile di Repubblica.it, edizione on line del quotidiano, per divenire poi corrispondente da Londra e inviato a Bruxelles (1997-2000). Nel 2002 fonda e dirige Il Riformista, giornale di approfondimento politico espressione della sinistra moderata, da lui stesso definito “di colore arancione” che, come enunciato dal nome, intendeva svolgere una provocatoria funzione eretica in seno al centro-sinistra italiano, esperienza conclusa nel 2010 dopo aver contribuito alla formazione di valenti giornalisti oggi impiegati presso importanti testate nazionali. Nel 2006-2008 viene eletto senatore con La Margherita in Campania occupandosi di affari esteri ed emigrazione, di scottanti temi di attualità quali l’uso delle intercettazioni telefoniche e della presentazione di un disegno di legge contro i “fannulloni” della pubblica amministrazione.

Nel 2011, su invito di Ferruccio De Bortoli, inizia la collaborazione con la RCS, tra 2014 e 2015 è direttore del Corriere del Mezzogiorno e sarà nominato vice-direttore del Corriere della Sera nello stesso anno. Convinto assertore dell’opportunità di promuovere un moderno criterio di informazione orizzontale attraverso i nuovi media, che definisce “strumenti di moltiplicazione” per la diffusione della cultura e delle notizie, Polito riconosce alla stampa un ruolo non ancillare, bensì privilegiato, di produzione e approfondimento delle idee. Membro di numerosi think-tank e associazioni internazionali come Policy Network, Les Progressistes, Aspen Institute, ha dato alle stampe diversi libri tra cui, insieme allo storico Eric Hobsbawm, Intervista sul nuovo secolo (Laterza 1999) pubblicato in Francia, Giappone, America e Brasile; con il sociologo Ralf Dahrendorf il saggio Dopo la democrazia (Laterza 2001); e ancora Oltre il socialismo (Marsilio 2007); Contro i papà: come noi italiani abbiamo rovinato i nostri figli (Rizzoli 2012); In fondo a destra: cent’anni di fallimenti politici (Rizzoli 2013). Nel 2015 ha vinto i premi Guido Carli e Giuseppe Tatarella per il giornalismo politico; nel 2016 ha ricevuto il Riconoscimento Gianni Granzotto per la correttezza e l’impegno profusi nel proprio lavoro: quarantuno anni di attività e oltre duemila articoli recanti la sua firma.

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